Bianco, verde ma anche giallo e violetto, il cavolfiore è uno degli ortaggi da consumare durante la stagione fredda. Possiamo trovarlo al mercato da ottobre fino a maggio; poiché esistono molte varietà che maturano molto precocemente o decisamente tardive. Si tratta di un ortaggio facile da preparare, che si presta a vari tipi di cottura ed è perfetto sia come contorno sia come ingrediente principale di un gran numero di ricette. Chi non sogna delle golose frittelle di cavolfiore, o chi non l’ha mai mangiato con la pasta e un fondo di cottura realizzato con burro e alici?
Consumato prevalentemente nella cucina del Sud Italia, ultimamente ha conquistato anche gli scettici, è diventato protagonista di ricette iconiche come la pizza di cavolfiore. Questa pizza senza impasto è realizzata con un trito finissimo di cavolfiore crudo che viene adoperato per sostituire l’impasto della pizza e poi condito con pomodoro e mozzarella, si ottiene una finta pizza perfetta per i celiaci o chi segue una dieta ipocalorica. Se, come noi, amate il cavolfiore e ne avete comperato in quantità o il vostro orto ne produce abbondantemente, il vostro obiettivo è scoprire come conservare il cavolfiore sia crudo che cotto.
Come conservare il cavolfiore?
Quando acquistate il cavolfiore, assicuratevi che sia fresco e non troppo maturo. Come fare per verificarlo? Le foglie devono essere croccanti e ben chiuse, le infiorescenze compatte e di un colore brillante, il cavolfiore deve pesare il giusto e presentarsi turgido. Compratelo dal vostro fruttivendolo ma ricordate, come per tutti gli ortaggi, anche il cavolfiore non ama essere chiuso in sacchetti di plastica. Quindi una volta arrivati a casa toglietelo dal sacchetto e disponetelo in un portafrutta forato. Se le temperature sono rigide, il cavolfiore potrà essere conservato a temperatura ambiente per qualche giorno. Se invece la vostra dispensa supera i 15 °C ricordate questa regola che vi spiega come conservare il cavolfiore in frigo: nel cassetto nella parte inferiore. Ricoprite il cassetto con un foglio di carta da cucina per catturare l’umidità in eccesso. Potete conservarlo in frigo per un massimo di 3-4 giorni.
Nel cavolfiore spesso si annidano degli insetti. Per questo vi consigliamo di lavarlo accuratamente: eliminate prima le foglie poi, con un coltello ricavate le cimette; anche il gambo del cavolfiore è commestibile, assicuratevi di aver eliminato eventuali parti legnose. Tuffate tutto il cavolfiore in una soluzione di acqua e sale (1 cucchiaio di sale per ogni litro d’acqua) e lasciatelo lì per 30 minuti. Qualora siano presenti ospiti indesiderati, questi verranno a galla. Lavate accuratamente il cavolfiore e decidete se consumarlo subito o conservarlo. Molti non sanno che si può consumare anche crudo in insalata. Se siete tradizionalisti invece e volete conservare il cavolfiore a lungo, potete scegliere di cucinarlo quel tanto che basta da allungarne la disponibilità. Potete scegliere vari tipi di conserva ognuno utile per vari usi.
Cavolfiore al naturale
L’ideale per chi vuole conservare il cavolfiore lessato senza che questo si disfi. In una capiente pentola di acqua bollente versate 2 cucchiai di aceto, lessate le cimette per qualche minuto, poi spostatele in acqua e ghiaccio. In questo modo avrete sbianchito il cavolfiore. Una volta raffreddate, tamponatele con un panno. Disponetele in vasetti sterilizzati e aggiungete una miscela di acqua e sale calda (100 g di sale per ogni litro di acqua). Chiudete con un tappo nuovo e cuocete i vasetti in acqua bollente per 20 minuti, abbiate cura di avvolgere ogni barattolo in un canovaccio in modo che non si rompano in cottura. Una volta pronti i vasetti, lasciateli raffreddare nella stessa acqua. Poi asciugateli e riponeteli in dispensa per qualche mese. In questo modo avrete ottenuto un cavolfiore da conservare a lungo.