Questa è la storia di un sogno realizzato da due persone, unite dall’amore e dalla passione per il cibo italiano. Tutto iniziò nel 1827, in una piccola città della Toscana conosciuta con il nome di Sansepolcro, dove vivevano una tessitrice chiamata Giulia, più famosa per la sua pasta che per il suo lavoro, e suo marito, un barbiere chiamato Gianbattista Buitoni con il sogno di avviare un’attività dove produrre pasta che potesse portare gioia e unione sulla tavola di molte persone.
La voglia di reinventarsi e lo spirito all’avanguardia di Giulia e Gianbattista Buitoni era chiaro già nel 1827, quando Giulia impegnò il suo unico cimelio, una collana di corallo arancione, così da riuscire a comprare alcune macchine rudimentali e far sì che il sogno diventasse realtà.
La loro pasta diventò ben presto la più richiesta in città grazie all’ingrediente segreto di Giulia: grano duro di ottima qualità proveniente da un paese distante 600 km da Sansepolcro.
Da lì Giulia inizio a reinventare con grande maestria le sue ricette, ad esempio introducendo per prima anche le verdure all’interno dei suoi impasti, così da aiutare i bambini a mangiarne maggiormente e proponendo anche sfoglie e pizze. Grazie alla sua inventiva riuscì addirittura a trovare il modo di estrarre le proteine ricche di glutine dalla farina per arricchire gli impasti in un periodo in cui i cibi proteici erano costosi e difficili da trovare.
Così i due coniugi reinventarono l’arte della cucina tradizionale italiana in termini di inclusività e innovazione. Ed è grazie a questo spirito che nacque l’azienda.